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Sviluppo competenze specialistiche delle PMI: un’occasione da non perdere per il Mezzogiorno

Per le PMI del Mezzogiorno, lo sviluppo di competenze specialistiche non è più un tema “nice to have”, ma una condizione per restare sul mercato in un contesto di innovazione tecnologica e transizione verde e digitale. Con il nuovo incentivo “Sviluppo competenze specialistiche delle PMI”, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Invitalia mettono a disposizione 50 milioni di euro dedicati proprio alla formazione del personale.

Gruppo eterogeneo di dipendenti di una PMI del Mezzogiorno durante una sessione di formazione digitale in open space moderno: laptop con dashboard IA, tablet per automazione industriale e transizione green, sfondo con ulivi e elementi 4.0. Testo: 'Sviluppo Competenze Specialistiche PMI' (see the generated image above)

Cosa prevede l’incentivo “Sviluppo Competenze”

L’incentivo sostiene le PMI con sede in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia che vogliono investire in percorsi formativi per il proprio personale. L’obiettivo è sviluppare competenze legate all’innovazione tecnologica e alla doppia transizione verde e digitale, anche in un’ottica di rafforzamento delle filiere produttive.

Elementi chiave:

  • Dotazione complessiva: 50 milioni di euro, a valere sul Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021‑2027 (Azione 1.4.1).
  • Beneficiari: micro, piccole e medie imprese con unità locali nelle regioni del Mezzogiorno sopra indicate, in possesso dei requisiti previsti dalla normativa.
  • Periodo per presentare domanda: dalle ore 12:00 del 21 aprile 2026 alle ore 12:00 del 23 giugno 2026, tramite piattaforma Invitalia.
  • Procedura: valutativa a graduatoria, con punteggi assegnati in base ai criteri definiti dal decreto ministeriale del 4 settembre 2025.

Quali percorsi di formazione sono finanziati

Sono ammissibili progetti di formazione finalizzati a sviluppare o consolidare le competenze del personale su tematiche strategiche per la transizione tecnologica, digitale e verde. I percorsi possono essere realizzati anche nell’ambito di progetti integrati sovraregionali (fino a 10 imprese), quando l’integrazione genera vantaggi reali per la filiera.

Requisiti principali dei percorsi formativi:

  • Costo ammissibile per impresa: minimo 10.000 euro, massimo 60.000 euro.
  • Realizzazione: in una o più unità locali situate nelle regioni ammesse.
  • Erogatori: soggetti o società indipendenti dall’impresa, con esperienza comprovata negli ambiti specializzazione intelligente, digitalizzazione o transizione ecologica.
  • Tempistiche: avvio entro 6 mesi dalla concessione e conclusione entro 12 mesi (prorogabili di ulteriori 6).

Le tematiche di formazione devono riguardare almeno uno dei seguenti ambiti:

  • traiettorie tecnologiche della Strategia nazionale di specializzazione intelligente;
  • conoscenza e diffusione delle tecnologie individuate dal regolamento STEP;
  • processi di transizione verde e digitale.

Entità del contributo

L’agevolazione è concessa in forma di contributo diretto alla spesa, nel rispetto del regolamento de minimis. La misura base del contributo è pari al 50% delle spese ammissibili, con una maggiorazione per i progetti integrati sovraregionali:

  • +20 punti percentuali per micro e piccole imprese;
  • +10 punti percentuali per le medie imprese.

Sono ammissibili, fra le altre, le spese per:

  • personale formatore;
  • costi di esercizio connessi alla formazione (viaggi, materiali, attrezzature);
  • servizi di consulenza collegati al progetto formativo;
  • personale partecipante alla formazione per le ore effettive di frequenza.

Come può supportarti e‑labor@ nella partecipazione al bando

Per una PMI, la vera difficoltà non è solo “sapere che esiste il bando”, ma costruire un progetto di formazione coerente, competitivo e in linea con i requisiti tecnici e formali. Qui entra in gioco il ruolo di un partner specializzato come e‑labor@.

In concreto, e‑labor@ può affiancare l’impresa in quattro step:

  • Analisi dei fabbisogni: mappatura delle competenze attuali, dei gap rispetto a innovazione tecnologica e transizione verde/digitale, delle priorità di filiera.
  • Progettazione del percorso formativo: definizione di obiettivi, contenuti, modalità (aula, laboratorio, on‑the‑job, blended), calendario e budget, nel rispetto dei vincoli del bando.
  • Individuazione dei formatori e delle tecnologie più adatte: selezione di docenti e consulenti con esperienza ICT, 4.0 e sostenibilità, integrazione con casi reali dell’azienda.
  • Gestione operativa e supporto alla domanda: predisposizione della documentazione, caricamento sulla piattaforma Invitalia, monitoraggio e rendicontazione delle attività.

Grazie a questo approccio, l’incentivo diventa una leva per costruire dentro l’azienda competenze stabili su digitale, automazione, dati e sostenibilità, e non un semplice “corso finanziato”.