Se c’è una cosa che ogni founder ambizioso del Sud Italia dovrebbe conoscere, è la nuova veste di “Resto al Sud 2.0”: più digitale, più accessibile, più orientata all’innovazione! Parliamo del principale incentivo a fondo perduto che negli ultimi anni ha cambiato davvero il volto dell’imprenditoria meridionale, portando nel territorio nuove idee, progetti green e tech, e una valanga di entusiasmo tra i giovani e i professionisti fino a 55 anni.

Che cos’è Resto al Sud 2.0?
Resto al Sud è un incentivo pubblico gestito da Invitalia, pensato per chi vuole aprire o sviluppare la propria impresa nel Sud Italia e nelle aree interne colpite dai terremoti. Dal 2025, la formula 2.0 diventa ancora più inclusiva: zero graduatorie, domanda online super rapida e l’aiuto concreto di tutor e coach aziendali che ti seguono nella fase strategica, non solo nella burocrazia. L’obiettivo? Arginare la fuga di talenti e far nascere modelli di business sostenibili ed esportabili.
I vantaggi per chi parte
Dimentica lo stereotipo della start-up senza fondi: qui il supporto pubblico è reale, con un mix tra contributo a fondo perduto (fino al 50% delle spese!) e finanziamenti a tasso zero per la quota restante. Il tetto massimo è di 50.000 euro a persona per imprese collettive, e si arriva a 60.000 euro per chi parte da solo. Tradotto: puoi lanciare la tua attività anche se non hai capitali iniziali o garanzie bancarie.
Chi può candidarsi e che progetti sono ammessi
Se hai tra 18 e 55 anni, risiedi (o ti trasferisci) in una delle regioni ammesse – Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, o nel cratere sismico del Centro Italia – puoi presentare la tua domanda direttamente online con SPID o CIE.
Il ventaglio di opportunità è vastissimo:
- Start-up innovative digitali e green
- Servizi alle imprese, consulenze, marketing
- Attività turistiche (B&B, agriturismi, ristoranti)
- Produzione agroalimentare e artigianato
- Servizi sanitari ed educativi
- Attività professionali anche da freelance
Restano esclusi i progetti legati al commercio puro e all’agricoltura (per questi ci sono altri bandi).
Come funziona la domanda (e come prepararsi)
Molto smart: tutto si svolge sul portale Invitalia, la piattaforma digitale guida l’inserimento dei dati e la redazione del business plan. Non servono superpoteri – anche perché un tutor ti affianca analizzando la sostenibilità del progetto dal punto di vista economico, strategico e del marketing. Il segreto? Studia bene il mercato locale, differenziati e pensa in grande. I progetti vengono valutati in ordine di arrivo: meglio essere rapidi.
Perché è davvero un’opportunità?
Oltre ai numeri (oltre 9.000 iniziative finanziate e 34.500 posti di lavoro creati entro il 2021!), quello che cambia è la mentalità: Resto al Sud 2.0 punta a valorizzare le competenze, la creatività e la sostenibilità, favorendo network tra imprenditori e supportando modelli di business digitali e scalabili. E no, non è solo uno slogan: le testimonianze di founder locali parlano chiaro, ora il Sud ha le stesse opportunità di accelerare la crescita che troviamo nella Silicon Valley.
Vuoi capire se il tuo progetto è in linea con il bando, o hai bisogno di un piano marketing super efficace? Scrivici ed entra in relazione con la community innovativa di elabor@!