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Integrazione salariale INPS per eccesso di caldo

Negli ultimi anni, le ondate di caldo estremo stanno diventando sempre più frequenti e rappresentano una sfida concreta per la salute e la sicurezza dei lavoratori. L’INPS ha aggiornato le proprie indicazioni operative per consentire alle aziende di accedere agli ammortizzatori sociali nei casi in cui le temperature superano livelli critici, tutelando così lavoratori e imprese.

Quando si può chiedere l’integrazione salariale per caldo eccessivo

L’integrazione salariale può essere richiesta quando le temperature superano i 35°C, considerando anche la temperatura percepita. Questo significa che, anche se la temperatura reale è inferiore, ma quella percepita (ad esempio per l’umidità o la mancanza di ventilazione) supera la soglia, è possibile accedere agli ammortizzatori sociali.

Le aziende possono presentare domanda per:

  • Cassa Integrazione Ordinaria (CIGO) per eventi meteo
  • Assegno di integrazione salariale tramite il Fondo di Integrazione Salariale (FIS) o i Fondi di solidarietà bilaterali
  • Cassa Integrazione Speciale Operai Agricoli (CISOA) per attività agricole

È possibile attivare la procedura anche se la sospensione o riduzione dell’attività è imposta da un’ordinanza della pubblica autorità, utilizzando la causale “sospensione o riduzione dell’attività per ordine di pubblica autorità per cause non imputabili all’impresa o ai lavoratori”.

Come funziona la procedura

Per accedere all’integrazione salariale in caso di caldo estremo, occorre:

  • Per le richieste telematiche è disponibile la nuova piattaforma unica OMNIA IS sul sito istituzionale dell’Istituto: www.inps.it
  • Documentare le condizioni climatiche tramite bollettini meteo ufficiali, specificando sia la temperatura reale che quella percepita
  • Allegare una relazione tecnica che descriva l’attività lavorativa e le motivazioni della sospensione
  • Seguire le istruzioni INPS aggiornate, che prevedono la possibilità di sospendere o ridurre l’attività anche solo per determinate fasce orarie della giornata, in corrispondenza dei picchi di calore

Non è possibile presentare due domande distinte per gli stessi lavoratori e per periodi sovrapponibili, utilizzando sia la causale “evento meteo” sia quella “ordine di pubblica autorità”.

Il nuovo protocollo sul lavoro e il caldo estremo

Nel luglio 2025 è stato firmato un nuovo protocollo tra Ministero del Lavoro, sindacati e associazioni datoriali per rafforzare le tutele in caso di caldo estremo. Le principali novità riguardano:

  • Ammortizzatori sociali “climatici”: accesso più rapido e automatico alla cassa integrazione per sospensioni dovute a temperature elevate, anche per lavoratori stagionali e in appalto
  • Flessibilità degli orari: possibilità di anticipare o posticipare i turni, sospendere le attività nelle ore più calde e prevedere pause obbligatorie in aree ombreggiate o climatizzate
  • Misure di prevenzione: obbligo per i datori di lavoro di fornire acqua, aree di ristoro, dispositivi di protezione individuale adeguati e formazione specifica sui rischi da caldo
  • Sorveglianza sanitaria: rafforzamento dei controlli e monitoraggio continuo delle condizioni climatiche tramite i canali ufficiali

Per assistenza nella gestione delle pratiche di integrazione salariale e nell’applicazione delle nuove misure, il team di E-LABOR@ SRLS è a disposizione per una consulenza personalizzata